Tom Gauld consiglia Anubis

March 12th, 2009 Add your Comment »

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Si miei cari, sono ancora alla ricerca della mia religione.

Ho trovato un valido indizio nel grafico dell’illustratore Tom Gauld. Ho provato a chiudere gli occhi e puntare il dito a caso come spiegato dalla sua impressionante tavola grafica: mi viene suggerito di credere in Anubis.
Purtroppo conosco solo di vista il signor Anubis – che spero non si offenda.

Senza dubbio approfondirò l’argomento. Detto fra noi il pensiero che alla mia morte il signor Anubis consotrolli che il peso della mia anima sia piú leggera di una piuma per andare in Iaru altrimenti saró dato in pasto a Ammit non é molto invitante.
Ne parleró con Osiride.

Colpito dal talento di Sir Tom Gauld ho deciso di perdermi fra le sue tavole che trovo estremamente creative e divertenti.
Con mio immenso piacere ho trovato non solo moltissime illustrazioni ma anche pagine dei suoi sketchbook.
Consiglio ai miei pochi affezzionati lettori di fare altrettanto perdendosi in questa pagina:
http://www.flickr.com/photos/tomgauld/

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Her Morning Elegance

March 11th, 2009 Add your Comment »

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Oggi sono contento – a dispetto dei baffi di Costanzo e l’aria viziata dei bus che mi mettono entrambi di cattivo umore – perché la visione di Her Morning Elegance di Oren Lavie mi avvolge di piacere. Lo considero per molti motivi una splendida realizzazione creativa che tanto mi ricorda nel suo surreale sogno il mio amico Michel Gondry.

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Do Androids Dream of Electric Sheep?

March 9th, 2009 (1) Comment »

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The sky above the port was the color of television, tuned to a dead channel.

- Neuromancer, William Gibson 1984

Mi é stato chiesto chi sono e da dove vengo. Figuriamoci, qualcuno di voi saprebbe rispondere a una simile domanda che perseguita l’uomo da secoli?

Che io abbia un corpo o che sia una mente del passato proiettata nel presente poco importa.
Gibson si chiederebbe se io sia una delle sue ROM dove la mia mente é stata salvata tanto tempo fa prima della mia morte, proprio come Dixie The Flatline.

It was disturbing to think of the Flatline as a construct, a hardwired ROM cassette replicating a dead man’s skills, obsessions, kneejerk responses…

- Neuromancer, William Gibson 1984

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La digitalizzazione dei nostri pensieri e la loro condivisione nel cyberspazio ci ha reso fin’ora ancora una volta tutti uguali e liberi. Il cyberspazio ci libera della fisicitá delle nostre azioni, ma ci offre uno spazio fatto di suoni ed immagini libere da vincoli materiali. La forza fisica e così la violenza fisica non sono presenti in questo nuovo mondo che coinvloge a pieno la nostra mente.
La forza dei nostri pensieri acquista un valore unico, aumentato dal fatto che rimarranno impresse nel tempo e, fintanto che avremo la volontà (e l’elettricità) per raggiungerle, saranno a disposizione dans le monde entier.

Un tempo si incideva sulla pietra, poi sulla carta. Oggi, in questo momento, stiamo incidendo i nostri pensieri a suoni di bits su hard disks sparsi in tutto il mondo.

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What’s My Line: Alfred Hitchcock

March 6th, 2009 Add your Comment »

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Qualche giorno fa avevo accennato a Monsieur Hitchcock, e penso che tutti possiamo trovarci d’accordo sull’affermare che sia stato un maestro della macchina da presa e profondo conoscitore delle emozioni umane.

Pochi invece conoscono la sua personalità e la maniera con cui al tempo presentava le sue opere.  Riporterò per tanto alcuni esempi che a cui sono legato da piacevoli sentimenti e che aiutano a capire di che pasta è fatto Sir Alfred Joseph Hitchcock.

Un primo esempio è uno dei tanti preziosi video storici regalatici da questo cyberspazio: il video ci riporta a quando Hitchcock partecipò come ospite a quel che era chiamato il “Mystery guest rounds” della popolare trasmissione What’s My Line?, un quiz  televisivo settimanale della CBS nato nel 1950.

Un esempio ancora più interessante è dato dai trailer cinematografici in cui appariva lo stesso Alfred.

Era il 1960, in Svizzera veniva inaugurato l’acceleratore di particelle del CERN. L’Unione Sovietica proseguiva i suoi esperimenti lanciando due cani, quaranta topi, due ratti e una selezione di piante nello spazio bordo dello Sputnik 5. Negli HRL Laboratories si creava il primo Laser funzionante e in giappone Osamo Tezuka disegnava Captain Ken.

In questo contesto del dopoguerra, dove la tecnologia sembrava (come oggi) la soluzione a tutti i nostri mali, immaginatevi dentro ad un cinematografo, buio e carico di emozione. Ebbene, quegli Yankees mangia popcorn avrebbero potuto vivere l’emozione di assistere a questo trailer di uno dei capolavori del cinema : Psycho.


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Bathtub IV

March 5th, 2009 Add your Comment »

http://www.vimeo.com/3156959

Il signor Kaith Loutit ha contribuito a rendere la mia giornata  piú intéressant condividendo i suoi lavori in questo cyberspazio solleticando una delle mie piú care passioni, la fotografia.
Bathtub IV é uno di questi suoi progetti: una serie di immagini in movimento che nella loro semplicitá sorprendono e fanno sorridere.

This is a personal project that would not have been possible without the support of the Westpac Rescue Helicopter Service. Thanks to the entire team for their generous access during training exercises and patrols this Summer. Since the Service began in 1973, it has carried out more than 21,000 missions ranging from urgent patient transfers to dangerous search and rescue missions.

L’effetto usato in questo video si chiama Tilt-Shift e se ne sente parlare sempre piú nell’ultimo periodo grazie a immagini emozionanti come quelle che ci ha regalato Kaith.

Kaith mi ha ricordato dei primi esperimenti degli anni venti di signori quali Man Ray, e Marcel Duchamp.
Che tempi emozionanti che erano. Oggi abbiamo la possibilitá di riviverli se diamo la giusta importanza alle cose che ci circondano e crediamo nella bellezza e nella creativité.

Era il 1923, il mondo era in bianco e nero, i fratelli Walt e Roy Disney stavano fondando uno studio di animazione chiamato Walt Disney Company, nasceva Italo Calvino e Gustave Eiffel moriva dopo averci dato un simbolo per Paris.
In quello stesso anno Man Ray presentó Le Retour à la Raison

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Sto cercando la mia Religione

March 4th, 2009 (9) Comments »

google2

Bonjour, questa mattina stavo riflettendo sui piaceri della nostra esistenza quando, ispirato dalle riflessioni di Margherita Hack sulla religione, mi sono lasciato trasportare da una corrente sprituale.

La bella foto e opera di Filippo Minelli mi ha colpito ed addirittura fatto sorridere.
Mi sono così rivolto al signor Google che tutto sa e niente nasconde. Nel mio seppur breve peregrinare mattuttino mi son infine trovato davanti a moltissime offerte: promesse di risposte certe, vita eterna e vere e proprie istituzioni internazionali con tanto di volantini e radio che mi promettono un migliore aldilà. Sorpreso come di fronte ai cartelli vacanze di un’agenzia di viaggi ho pensato a quale offerta mi garantisse una vita e oltrevita migliore.

Sarò sincero. Sono rimasto abbastanza deluso in partenza da Zeus che, a differenza di Gesù, Maometto, Padre Pio e molte altre celebrità, non ha un proprio sito internet. Come ampiamente spiegato in Religione 2.0 è tempo di aggiornarsi. Quindi signor Zeus, già partiamo male come comunicazione nell’era del digitale.

In via del tutto confidenziale caro Zeus, devo inoltre confessarle che il mio disappunto è cresciuto ancor di più nel momento in cui, accertandomi della sua credibilità,  non ho trovato nessun riferimento a nessuna Zeusmobile che – a quanto mi dicono alcuni colleghi – sarebbe quantomeno appropriata visti i tempi moderni.

Accantonato Zeus e la sua scarsa capacità di rinnovarsi, sono stato molto tentato dal comprare dal sito del vaticano per soli 8€ una foto in formato digitale ad alta risoluzione del Papa, capo  della chiesa cattolica. Purtoppo ho cambiato idea dopo aver appreso informazioni  terribili al riguardo.
Ho letto che il Papa era un nazista e che la sua società internazionale ha una storia sanguinolenta fatta di stragi e pedofilia. Ovviamente mi sono spaventato. Ho rivalutato l’idea di sacrificare un toro a Zeus e ho pensato che tutto questo è comunque moralement contradditorio.

Ho trovato anche testi poco rassicuranti e sono per tanto ancora molto indeciso.

E l’Eterno si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo. E l’Eterno disse: “Io sterminerò di sulla faccia della terra l’uomo che ho creato: dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento d’averli fatti”.

loghi-delle-religioni-numerate

Fra le molte curiositá in cui mi sono imbattuto cercando informazioni riguardo alle religioni, ho trovato interessante vedere e comparare quei simboli – che mi permetteró in questa sede a chiamare ludicamente loghi – fra i più noti delle religioni dell’uomo.

Vorrei fare quindi un piccolo gioco dissacrante con voi, perché giocare fa bene e stimola la mente.
Guardando i 19 loghi qua sopra a cosa li associereste oggi? Mi spiego meglio: cosa pensate potrebbero rappresentare in maniera efficace i loghi qui sopra rappresentati dissociandoli dalle loro religioni?

Continueró la mia ricerca spirituale nei prossimi giorni, adesso voglio proprio ricercare quel disco che mi piace molto e mi mette sempre un certo non so che, un brivido che oserei chiamare osceno e frizzantino.

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Due minuti d’odio al giorno

March 3rd, 2009 Add your Comment »

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Alòr, oggi la colazione non mi va giú. La mia tartina mi è rimasta qui mentre leggevo i quotidiani.

L’informazione en Italie est partisane - é corrotta – poveri voi, poveri noi.
Apprendo piú informazioni sul vostro paese leggendo dai giornali esteri e sulla rete di quanto invece questi stracci di carta nazionale riescono a dire. L’infomazione é maliziosa, mascherata, contraffatta a piacere.

Ogni giorno quel che la stampa italiana, dalla repubblica al corriere, per non parlare dei TG é un lavaggio del cervello di cui probabilmente non riuscite piú a rendervi conto. Si parla di qualcosa e se ne nasconde un’altra.
Adesso é il momento di odiare gli immigrati.
Ma si, odiateli, bravi! É facile vero? Romeni? A morte i Romeni!
Spero che chi me segue abbia letto 1984 del maestro G.Orwell. Bene, mi sembra di vedere i famosi “due minuti d’odio” imposti ai membri di Oceania.

Cugini italiani, amici nemici. Svegliatevi! Il vostro sonno inizia ad essere embarrassant.
Popolo di veline e furbate, avete quel che vi meritate. Oh oh oh, come me la rido.
La colpa é volstra e solo vostra e se volete uscirne dovrete alzare le vostre chiappe di mozzarella e darvi da fare. Il resto del mondo si mette in discussione, comunica, si confronta, cresce, mentre voi vecchi monolingue siete chiusi nelle vostre soap e non vi scomodate dai vostri divani finché i problemi non disturbano troppo i vostri interessi.

Guai a voi se mi dite che in Francia o qualche altro paese le cose non vanno meglio. Smettetela di scaricare i problemi da altre parti, dire che qualcuno sta peggio di voi, nascondere l’evidenza, affrontate il problema – mi ricorda tanto come avete sepolto per anni quella bella regione campana con i vostri rifiuti.

La superficialité che sembra affliggervi e lo scarso senso civico che contraddistingue l’italiano dal nord europeo, hanno sicuramente radici profonde che sono intrise nella vostra cultura ereditata da generazioni. Ma voi nel vostro quotidienne cosa fate per migliorare?
Un primo passo per migliorare potrebbe essere rendersi conto di quanto siete buffi. Secondo passo riflettere sul perché siete in questa situazione e acquisire una scala di valori e applicarla con coerenza al quotidiano. Terzo passo, svegliare i propri cari e conoscenti, denunciare l’ignoranza.

In un paese cosí non ci vorrei vivere semplicemente per i valori che vedo dimostrati dalla maggior parte delle persone che lo abitano.

Tale Dalai Lama dice:

Se la vita scorre troppo facilmente diventi debole. Le circostanze tragiche ti aiutano a sviluppare la forza interiore, il coraggio di reagire senza crolli emotivi. Chi ti insegna questo? Non l’amico ma il nemico.

Riflettevo su questo concetto con un caro amico di Milano. Mi ha confessato i suoi pensieri al riguardo

Siamo una generazione benestante figlia di una generazione benestante, la guerra l’hanno vissuta i nonni, la generazione prima, i nostri genitori hanno vissuto il boom e il benessere e noi siamo figli loro.
Siamo nati con la pancia piena e l’acqua calda, siamo fortunati, ma dalle tasche piene ci è forse scivolato via un po’ tensione morale, non abbiamo mai dovuto lottare per ottenere qualcosa, quindi non conosciamo il valore di ciò che abbiamo. siamo moralmente nullatenenti.

Adesso avete un problema e anche bello grosso visto che lo avete lasciato sviluppare per anni in casa vostra. Magari adesso vi alzerete, oppure no, e continuerete ad attaccare chi vi attacca, a dire che la colpa non é vostra, che tanto non cambierá niente. Mi rivolgo a voi furbi e furboni che resterete sempre fregati dal vostro gioco, svegliatevi ora o marcite per sempre nella vergogna del non aver alzato un dito per dare ai vostri figli un mondo migliore in cui vivere.

Bon, penso sia abbastanza per oggi, mon petit déjeuner si sta freddando.
Voi tornate pure ai vostri due minuti d’odio.

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Un gran cavallo da Minerva

March 2nd, 2009 Add your Comment »

tiepolo giovanni domenico

Vergilius, filosofo e poeta, ci ha tramandato l’antica leggenda della macchina da guerra che diede modo ai greci di espugnare la città di Troia.

Sbattuti e stanchi
di guerreggiar tant’anni, e risospinti
ancor da’ fati, i greci condottieri
a l’insidie si diêro; e da Minerva
divinamente instrutti, un gran cavallo
di ben contesti e ben confitti abeti
in sembianza d’un monte edificaro.
Poscia, finto che ciò fosse per vòto
del lor ritorno, di tornar sembiante
fecero tal, che se ne sparse il grido.
Dentro al suo cieco ventre e ne le grotte,
che molte erano e grandi, in sì gran mole,
rinchiuser di nascosto arme e guerrieri
a ciò per sorte e per valore eletti.

Fu l’astuzia di Ulisse e il valore dei Re Greci che diede fine alla leggendaria guerra fra Achei e Troiani.
Personalmente trovo che la mancanza di stile – vorrei dire braccino corto – del re troiano Laomedonte, sia stata la causa della caduta di Troia e delle sue impenetrabili mura. Si narra infatti che Laomedonte, Re di Troia, chiese agli Dei Poseidone ed Apollo di fornire Troia di grandi mura in modo tale da renderla inconquistabile. Purtroppo Laomedonte non ripagò gli Dei come pattuito, scatenando la loro ira. Ma non solo: Laomedonte si dimenticò di pagare anche il buon Eracle, che lo aiutó salvando sua figlia dall’ira di quelli stessi Dei!
Eracle fu dunque felice di tornare anni dopo con l’esercito Greco a dare una buona lezione a Troia ed i suoi abitanti.

Pardon, mi sono lasciato andare all’emozione del racconto. Rivivere quelle leggende è absolument fascinant.
La storia, così come ogni donna, ha molto da raccontare.

dhl trojan horse

Oggi mi sono svegliato e dopo aver letto tutti gli omertosi quotidiani italiani ho trovato questa pubblicità della DHL, che seppur non conservi il fascino del dipinto di Giovanni Domenco Tiepolo, ha comunque qualcosa da raccontare.

La pubblicità recita “For important deliveries just call [..].

Stavo parlando con un caro collega di Kyoto, Takashi Kishimoto, che mi ha fatto notare come la sua impressione fosse che DHL fosse poco sicura perché non sai cosa aspettarti da quel che ricevi. Oh oh, Kishimoto-san mi trova completamente in linea con i suoi pensieri.

Devo ammettere che questa pubblicità fa sorridere e mi trova conciliante grazie al riferimento mitologico.
Il messaggio comunque arriva forte e chiaro: DHL può arrivare ovunque, superare anche mura invalicabili. Bravi i Signori della Ogilvy & Mather.

Adesso è tempo di occuparmi della mia verzura, vi saluto con queste immagini che trovo vagamente interessanti seppur poco poetiche.

fedex ups

Warm Cup Writeup A

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Mr Hyde e le Films Courts

February 27th, 2009 Add your Comment »

mrhide

In Paris – la plus belle cite de la monde – c’è uno studio artigianale di films courts chiamato MrHyde. Il loro logo è una fiammante dimostrazione di come le choix des détails è semplicemente squisita. Chi meglio di un francese potrebbe portare avanti la nostra secolare tradizione di raffinata produzione video quando sono proprio i francesi i veri inventori di questo medium?

hydetube

Una iniziativa très intéressant di questo studio si chiama The Hyde Tube dove potete vedere decine e decine di interessanti lavori.

Clients will contact The Hyde Tube in order to pass on a project to a specific director, who is then free to decide whether or not to accept it. If accepted, the director will write a treatment or make an animated test within 3 to 5 days. For this work you will receive approximately 500€.

If the client is happy with the treatment and decides that the director will make the film, The Hyde Tube will connect the director with the client, and Mr Hyde or one of its affiliate studios will oversee the production until the film delivery.

The director’s fee will be 10 percent of the budget, the first half payable on the first day of production and the rest upon delivery of the finished film.

Quante noiose parole, budget, percent, soldi.
Quel che conta e mi interessa farvi vedere sono i lavori che potete trovare su thehydetube e la possibilità di contattare i directors con il vostro progetto.

I film courts sono alla base del cinema, Auguste e Louis Lumière mi deliziano ogni volta che ho la possibilitá di rivedere le loro proiezioni. Questa mattina ho deciso di lasciarmi andare e farmi trasportarre dall’ironia di L’arroseur arrosè con cui Auguste e Louis fecero ridere ed emozionare noi francesi nel 1896 al Gran Café sul Boulevard des Capucines a Parigi.

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La pubblicità ha bisogno di stile

February 26th, 2009 (4) Comments »

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Durante le mie esplorazioni del cyberspazio sono approdato in un video che mi ha fatto sorridere per la semplicitá ed efficacia dell’idea che ne sta alla base.

Stavo ascoltando il capolavoro di Giuseppe Verdi, per allietare la mia mattutina necessità di rilassare la mente con della buona lirica, quando gli Ebrei in prigionia hanno iniziato ad esasperare gli improvvisi cambi di tono e spostarsi sul palco rovinando così lo studiato equilibro del capolavoro.  Un brivido mi ha scosso, i miei cappelli si sono alzati in piedi protestando ed io stesso stavo per telefonare ad alcuni amici per denunciare quei terribili interpreti.

Quando mi sono reso conto che si trattava di una pubblicità, un vortice di emozioni si sono date battaglia dentro di me e ho voluto condividere questo pensiero con voi: La pubblicità ha bisogno di stile.

Il video è una pubblicità della Loewe, e per quanto lo abbia trovato alle prime molto denunciabile, è invece un piccolo esempio che l’uomo quando vuole sa essere intelligente.
Come faceva un tempo il vostro amato Carosello – questo video mi da qualcosa in cambio per l’attenzione che vi presto – vengo ripagato dall’essere in contatto con un’idea brillante.

Il mondo della pubblicità diventa troppo spesso volgare, privo di stile. Urla e strilla per attirare l’attenzione con immagini forti e provocanti in mancanza di idee migliori.  Il signor Oliviero Toscani degli ultimi anni mi sembra rappresenti generalmente bene il concetto con le sue immagini che trovo spesso poco raffinate.

Ci sono emozioni che sono facile da sollecitare – come lo schifo e la compassione. Chi torna sempre a stimolare queste emozioni non ha talento, ha poche idee o poco stile. La paura è un sentimento già più ricercato. Ci sono tanti film di horreur che non fanno paura, fanno semplicemente ribrezzo, schif.

Sir Alfred Joseph Hitchcock è un maestro delle emozioni. Bruno Munari è un maestro della creatività. Paul Arden un visionario. Oliviero Toscani è un signore, un tempo innovativo e provocatore, adesso spesso volgarotto che si da spesso molte arie invece di avere buone idee. Questo è quel che penso.

Questa un’intervista realizzata da blogosfere a questo allergo e vivace signore che dice “la creatività italiana è aria fritta“.

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