Due minuti d’odio al giorno
March 3rd, 2009
Alòr, oggi la colazione non mi va giú. La mia tartina mi è rimasta qui mentre leggevo i quotidiani.
L’informazione en Italie est partisane - é corrotta – poveri voi, poveri noi.
Apprendo piú informazioni sul vostro paese leggendo dai giornali esteri e sulla rete di quanto invece questi stracci di carta nazionale riescono a dire. L’infomazione é maliziosa, mascherata, contraffatta a piacere.
Ogni giorno quel che la stampa italiana, dalla repubblica al corriere, per non parlare dei TG é un lavaggio del cervello di cui probabilmente non riuscite piú a rendervi conto. Si parla di qualcosa e se ne nasconde un’altra.
Adesso é il momento di odiare gli immigrati.
Ma si, odiateli, bravi! É facile vero? Romeni? A morte i Romeni!
Spero che chi me segue abbia letto 1984 del maestro G.Orwell. Bene, mi sembra di vedere i famosi “due minuti d’odio” imposti ai membri di Oceania.
Cugini italiani, amici nemici. Svegliatevi! Il vostro sonno inizia ad essere embarrassant.
Popolo di veline e furbate, avete quel che vi meritate. Oh oh oh, come me la rido.
La colpa é volstra e solo vostra e se volete uscirne dovrete alzare le vostre chiappe di mozzarella e darvi da fare. Il resto del mondo si mette in discussione, comunica, si confronta, cresce, mentre voi vecchi monolingue siete chiusi nelle vostre soap e non vi scomodate dai vostri divani finché i problemi non disturbano troppo i vostri interessi.
Guai a voi se mi dite che in Francia o qualche altro paese le cose non vanno meglio. Smettetela di scaricare i problemi da altre parti, dire che qualcuno sta peggio di voi, nascondere l’evidenza, affrontate il problema – mi ricorda tanto come avete sepolto per anni quella bella regione campana con i vostri rifiuti.
La superficialité che sembra affliggervi e lo scarso senso civico che contraddistingue l’italiano dal nord europeo, hanno sicuramente radici profonde che sono intrise nella vostra cultura ereditata da generazioni. Ma voi nel vostro quotidienne cosa fate per migliorare?
Un primo passo per migliorare potrebbe essere rendersi conto di quanto siete buffi. Secondo passo riflettere sul perché siete in questa situazione e acquisire una scala di valori e applicarla con coerenza al quotidiano. Terzo passo, svegliare i propri cari e conoscenti, denunciare l’ignoranza.
In un paese cosí non ci vorrei vivere semplicemente per i valori che vedo dimostrati dalla maggior parte delle persone che lo abitano.
Tale Dalai Lama dice:
Se la vita scorre troppo facilmente diventi debole. Le circostanze tragiche ti aiutano a sviluppare la forza interiore, il coraggio di reagire senza crolli emotivi. Chi ti insegna questo? Non l’amico ma il nemico.
Riflettevo su questo concetto con un caro amico di Milano. Mi ha confessato i suoi pensieri al riguardo
Siamo una generazione benestante figlia di una generazione benestante, la guerra l’hanno vissuta i nonni, la generazione prima, i nostri genitori hanno vissuto il boom e il benessere e noi siamo figli loro.
Siamo nati con la pancia piena e l’acqua calda, siamo fortunati, ma dalle tasche piene ci è forse scivolato via un po’ tensione morale, non abbiamo mai dovuto lottare per ottenere qualcosa, quindi non conosciamo il valore di ciò che abbiamo. siamo moralmente nullatenenti.
Adesso avete un problema e anche bello grosso visto che lo avete lasciato sviluppare per anni in casa vostra. Magari adesso vi alzerete, oppure no, e continuerete ad attaccare chi vi attacca, a dire che la colpa non é vostra, che tanto non cambierá niente. Mi rivolgo a voi furbi e furboni che resterete sempre fregati dal vostro gioco, svegliatevi ora o marcite per sempre nella vergogna del non aver alzato un dito per dare ai vostri figli un mondo migliore in cui vivere.
Bon, penso sia abbastanza per oggi, mon petit déjeuner si sta freddando.
Voi tornate pure ai vostri due minuti d’odio.

